Scuola dell’Infanzia Gabriella Grandi

Scuola dell'Infanzia Gabriella Grandi

 

 

 

 

 

INFORMAZIONI SULLA SCUOLA

La nostra scuola, durante l’anno scolastico 2015-16 è organizzata nelle seguenti sezioni:

  • Sezione A, 3 anni: composta da 26 bambini
  • Sezione B, 4  anni: composta da 22 bambini
  • Sezione C, 3-4-5 anni composta da 25 bambini
  • Sezione D, 3-4-5 anni: composta da 25 bambini
  • Sezione E, 5 anni: composta da 26 bambini
  • Oltre alle sezioni, la nostra Scuola dispone di:
  • 4 portinerie
  • 1 cucina
  • 1 ufficio
  • 1 biblioteca scolastica
  • 1 deposito beni
  • 1 deposito attrezzature per attività motoria
  • 5 bagni per  bambini
  • 2 bagni per adulti (di cui uno dotato di servizi igienici per diversamente abili)
  • 1 ampio cortile per giochi all’aperto

2INFORMAZIONI SULLA SCUOLA       3INFORMAZIONI SULLA SCUOLA

Il corpo docenti

  • 2 insegnanti per le sezioni A,B,C,D,E + 1 insegnante per la sezione F
  • 1 insegnante di sostegno
  • 1 insegnante di religione
  • 2 educatori

 I collaboratori scolastici

  • 4 Collaboratori scolastici a disposizione di tutte le sezioni
  • 1 ausiliaria che collabora con la sezione F

4INFORMAZIONI SULLA SCUOLA

Informazioni sui tempi di attività all’interno dello spazio scolastico

Ulteriori informazioni sulla scuola

Via Bernardi 15 – Cap: 40024
Osteria Grande
Telefono: 051 946885
Codice Meccanografico: BOAA86501A



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Gabriella Grandi

Gabriella Grandi

 

 

 

 

 

Gabriella Grandi nasce a Castel San Pietro il 5 novembre 1946 da Ivo e da Raffaella Dallacasa.

Nel 1960 si iscrive all’Istituto Magistrale Albini di Bologna e nel 1964 consegue la  maturità magistrale. Si iscrive poi alla facoltà di Magistero   dell’Università di Bologna e nel 1968 si laurea in Pedagogia, con il massimo dei voti e la lode, discutendo una tesi di docimologia dedicata ad una interessante ricerca sull’effetto d’alone provocato dai voti riportati nei libretti universitari, con relatori il prof. Giovanni Maria Bertin e il prof. Mario Gattullo. 

Appena laureata insegna per un anno materie letterarie nella scuola media di Poviglio (RE) e nel 1970 Mario Gattullo la chiama come borsista all’Università.

Nonostante l’aumentare del suo impegno didattico e di ricerca all’università (prima contrattista, poi assistente ordinario e professore associato di Pedagogia Sperimentale) Gabriella continua a vivere a Castello a cui è fortemente legata.

Nel 1989 si ammala di cancro; affronta la malattia con grande determinazione, continuando a insegnare e a scrivere  fino agli ultimi giorni di vita. Muore a Castello, nella sua casa, il 13 gennaio del 1991.

Di Gabriella Grandi  ancor oggi i colleghi ricordano le grandi doti umane: la mitezza, la serenità, la forza d’animo, la generosità, la disponibilità, doti che si manifestavano quotidianamente nei rapporti con i colleghi e con gli studenti.

Se l’insegnamento di Pedagogia sperimentale ha assunto  una sua precisa collocazione all’interno dei curricoli dei  corsi di laurea della Facoltà di Magistero, oggi di Scienze della Formazione, lo si deve anche e soprattutto a Gabriella Grandi,  che lo ha tenuto per quattordici anni con profonda competenza, grande senso del dovere e rilevante partecipazione degli studenti.

Ampia, negli  anni, la sua attività scientifica e pedagogica.

A conclusione di queste brevi note biografiche, il ricordo tracciato da Franco Frabboni sulla rivista La Scuola SE  (febbraio ’91), di cui Gabriella Grandi è stata fra i fondatori  i collaboratori più continui.

Le pagine indelebili di questo libro dei ricordi (caro e struggente) ritagliano tutte un volto di Gabriella dalle elevate “cifre” esistenziali e culturali.

Anzitutto, un volto “esistenziale” ispirato da una umanità densa e generosa: il sorriso dolce, primo “lessico” di comunicazione e di ascolto; la disponibilità diffusa, pronta sempre a farsi “catturare” dagli universi altrui; la solidarietà attiva, come opzione assiologia laddove emergevano i segni della emarginazione-discriminazione: quindi scelta sempre e comunque per il plurale, come ideale kantiano di moralità e di civiltà.

Poi, un volto “culturale” segnato da una passione scientifica e didattica rigorose e incessanti. La prima è stata il frutto di una adesione piena alle ragioni della pedagogia sperimentale alimentate dalle venature epistemologiche del pensiero di Mario Gattullo; la passione didattica è stata il frutto della sua limpida deontologia professionale, tanto da essere per tutti noi un paradigma esemplare di come si insegna a livello universitario. Gabriella Grandi ha dato molto alla ricerca pedagogica all’insegnamento universitario, al dibattito sulla innovazione del sistema scolastico.

 

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